Londra dall’alto: Il grattacielo Shard di Renzo Piano, un’attrazione tutta italiana

Visitare lo Shard è d’obbligo per pagare un dovuto omaggio al nostro Renzo Piano e per poter orgogliosamente sfoggiare al proprio ritorno con amici e parenti di essere saliti sul grattacielo più alto della città, nonché d’Europa. Con i suoi 310 metri di altezza, infatti, questo singolarissimo edificio a vetri caratterizza lo skyline della capitale ergendosi  nitidamente sulla sponda sud del fiume prospiciente London Bridge e a un tiro di schioppo da Borough Market.
Ultimato nel 2013, l’imponente costruzione con i suoi 72 piani abitabili domina da allora il profilo della città, rinnovandolo profondamente. Basti pensare che la capitale britannica conta un numero sparuto di grattacieli e che, contrariamente a New York o Dubai, qui gli edifici di notevole slancio verticale sono non solo di più difficile realizzazione a causa di spazi ristretti e impedimenti logistici, ma anche generalmente osteggiati da una certa parte della comunità locale di architetti che continua, a torto o ragione, a considerare la propria città espressione del Vecchio Continente.

Riteniamo comunque che la scelta del progetto del nostro Renzo Piano sia stata stata ardita e di grande successo. Lo Shard infatti non è un grattacielo come tutti gli altri. Oltre la mole imponente che la rende l’unica struttura europea effettivamente capace di competere con i giganti di Manhattan e delle città asiatiche, “la scheggia di vetro” vanta tanti altri motivi d’interesse, come per esempio l’originalità architettonica della sua silhouette a triangolo isoscele slanciatissimo, quasi tagliante; l’armonizzarsi dell’edificio nel tessuto urbano preesistente e attiguo in una sapiente commistione di antico e moderno; l’ecosostenibilità del progetto, ma soprattutto le imponenti facciate a vetro che riflettono la luce naturale del giorno in maniera sempre imprevedibile e camaleontica. Al suo interno ospita in senso ascendente uffici, ristoranti, un lussuoso hotel, appartamenti privati e un osservatorio.
La fermata Metro più vicina per visitare il grattacielo dello Shard di Renzo Piano è London Bridge sulla Jubilee Line (linea grigia) o Northern Line (linea nera).
In tutta onestà riconosciamo che visitare l’osservatorio scoperto situato in cima al grattacielo sia una esperienza unica e della quale non ci si scorda facilmente, sia per la vista mozzafiato che offre una visuale a 360 gradi sulla capitale, sia per il costo del biglietto. Ma niente paura, perché se doveste ritenerlo eccessivo vi suggeriamo un programma alternativo ma pur sempre validissimo. Potete infatti optare per una visita al rispettabilissimo 33esimo piano dal quale si gode comunque dello spettacolo ammaliante della città sotto di voi. Senza necessariamente dover prenotare, almeno che si tratti di giorni o periodi speciali come quello natalizio, dopo il rigido controllo sicurezza all’ingresso, è possibile prendere il capiente ascensore che con un lieve e impercettibile  fruscio vi sbalza a destinazione nella zona ristoro in un batter d’occhio. Solo l’ascensore di per sé varrebbe la visita, ma impagabile ed indelebile nella memoria rimarrà lo spettacolo del sole al tramonto, sorseggiando un paio di aperitivi da Aqua Shard, prestigioso cocktail bar che occupa metà piano e presso il quale vi potreste intrattenere per poi andare a sedere a uno dei tavoli de Hutong, raffinatissimo ristorante cinese che occupa l’altra metà.

“TIP”

Se siete con un budget ridotto e volete risparmiare sul biglietto d’ingresso, ma visitare lo stesso il grattacielo, salite a prendervi un caffe in uno dei bars dello Shard. Il costo sarà sempre elevato, ma non quanto un biglietto d’ingresso. Se andate per questa alternativa, ricordatevi di non vestirvi casual e di mettere scarpe da sera: i controlli all’ingresso sono molto ferrei e se non avete scarpe e vestiti adatti non vi fanno entrare. Non c’è invece selezione all’ingresso quando si accede invece all’osservatorio con il biglietto d’ingresso.
Ammaliando tanto la vista quanto il palato, potrete cenare sospesi sulla città in uno spazio diafano di superfici trasparenti e degustare appetitosi dumplings, una vasta scelta di dim sum e la deliziosa anatra arrosto alla pechinese che il cameriere dissoderà minuziosamente davanti ai vostri occhi. Scommettiamo infatti che sarà proprio l’anatra, almeno per un paio di minuti, l’unico fattore a farvi distogliere gli occhi dalla visuale.

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